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Pesce
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Moretta
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Vino
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Tartufo
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Olio di Cartoceto
Olio di Cartoceto
Formaggio
Formaggio

Pesce

Pesce

Fano, Torrette, Marotta: questi luoghi racchiudono in circa venti chilometri di costa i segreti e i profumi del mare e hanno sviluppato nel tempo una ricca cultura culinaria fatta di prodotti ittici trasformati, dalle mani sapienti di cuochi e semplici buongustai, in veri capolavori dell'arte della buona tavola.
Il mare Adriatico è uno dei più ricchi di pesce, di storia e di cultura e i marinai che ne hanno solcato le acque hanno saputo far tesoro delle opportunità nascoste nei suoi fondali. Non è un caso che il pesce sia l'elemento dominante nelle tradizioni gastronomiche della provincia e che centinaia di ristoranti ne ripropongano le infinite possibilità di degustazione. Brodetti alla marinara, frutti di mare succulenti (vongole e mitili soprattutto, ma anche lumachine e 'garagoi'), seppie e trufelli, merluzzi e sgombri, sogliole adriatiche e cannocchie, pesce in padella, alla griglia, al cartoccio, in crosta e persino al sale: sono tante le specialità marinare, tutte da accompagnare con il gentile ma deciso vino Bianchello del Metauro.
Se il pesce è la vostra passione, Fano e la riviera Adriatica sapranno come accontentarvi, se non vi siete ancora abbandonati ai piaceri del mare, preparatevi ad un emozionante incontro con la massima esaltazione del gusto.

Moretta

Moretta
Moretta

Quando si entra in uno dei numerosi ed eleganti bar di Fano, magari alla ricerca di un po’ di ristoro è inevitabile incontrare la popolare bevanda: la Moretta.
Molto spesso è la sua inebriante fragranza a precederla all’ingresso di un caffè e chi non la conosce s’incuriosisce tanto da non mancare di provarla.
Così ci si vedrà servire dentro un bicchierino di vetro liscio, quelli da osteria, una bevanda fumante a tre strati ben distinti: il giallo oro dei liquori, il nero caffè e una densa schiumetta marroncina, il tutto accentato da una sottile scorza di limone.
L’aroma suadente invita all’assaggio che si rivela…un vero trionfo di sapore!
Intensità, fragranza, profondità dati dall’incontro di rum, anice e cognac con zucchero, caffè espresso e limone.
Il berla diventa momento rituale, come se si stesse consumando una pozione magica o una mistura di alta alchimia che porta come sé la consapevolezza di un’identità cittadina e il velo di mistero sulle proprie origini. 
Origini davvero controverse che rendono ancora più intrigante la Moretta di Fano tanto che a contendersi la paternità della bevanda sono“cento padri”; tra chi documenta sia nata nel centro storico di Fano e chi fa derivare la ricetta della bevanda direttamente dalle usanze marinare, quello che realmente si evince è che la Moretta fa parte del concetto stesso di fanesitudine e che come tale porta con sé l’identità della tradizione della città.

Vino

Vino
Vino

I vini delle colline di Fano e della provincia di Pesaro e Urbino sono apprezzati e corteggiati da gourmet di tutto il mondo: le dolci colline che dominano la piana del Metauro sono, infatti, un terreno fertile per la coltivazione di uve pregiate e la gente del posto da secoli ne ricava prodotti di grande qualità.
Le origini della coltura vinicola risalgono al decimo/ottavo secolo avanti Cristo, furono gli Etruschi a dare l'impulso decisivo alla coltivazione della vite, valorizzando con sapienza la potenzialità dei terreni, la mitezza del clima e la varietà di microclimi favoriti dalla ricchezza orografica.
Una passione cresciuta col tempo e capace oggi di dare numerosi e apprezzati vini rientranti nella Denominazione di Origine Controllata.
La provincia di Pesaro e Urbino, in particolare, vanta le seguenti DOC: "Bianchello del Metauro", "Colli Pesaresi Rosso" con sottodenominazione DOC "Focara", "Colli Pesaresi Bianco" con sottodenominazione DOC "Roncaglia" e "Novello dei Colli Pesaresi".
La produzione vinicola non solo della provincia, ma dell'intera regione, negli ultimi anni si è fatta sempre più consapevole del valore e delle possibilità delle proprie uve. Oggi le Marche sono in grado di offrire vini competitivi a livello internazionale, capaci con la loro straordinaria genuinità, di soddisfare i palati più esigenti e raffinati.

Tartufo

Tartufo
Tartufo

Spostatevi pochi chilometri da Fano, sulla Via Flaminia, e troverete Acqualagna, capitale del tartufo, insieme con Sant'Angelo in Vado, Pergola e Sant'Agata Feltria.
Profumo magico, quello del tartufo, perfino afrodisiaco, in ogni caso pieno di virtù culinarie e ben lo sanno i migliori gourmet che sono disposti a tutto per impossessarsi di quel divino profumo.
Nel nostro territorio sono presenti tutte e nove le specie di tartufo commercializzabili, così che in ogni mese dell'anno si può trovare il prezioso tubero sulla tavola.
Il buongustaio non mancherà, dunque, di segnare sul suo calendario che il tartufo bianco pregiato, che predilige ambienti freschi ed umidi, si raccoglie da ottobre a fine dicembre; il tartufo nero pregiato da dicembre a metà marzo; il tartufo nero d'estate o scorzone da maggio ad agosto; il tartufo nero uncinato, o scorzone invernale, da ottobre a dicembre; il bianchetto o marzuolo presente nei terreni calcarei ed argillosi, ma anche in quelli sabbiosi e salmastri, da gennaio ad aprile. Ogni tipo di tartufo ha la sua tipica espressione culinaria: su crostini, a scaglie su minestre in brodo o asciutte, sciolto su vitello, manzo o suino, grattato e sciolto in creme, il suo inconfondibile sapore ricopre un ruolo unico. Le ricette che vi suggeriamo ve ne forniranno una prova.

Olio di Cartoceto

Olio di Cartoceto
Olio di Cartoceto

Con il passare degli anni, il tempo e la storia hanno confermato la particolare predisposizione delle colline dell'immediato entroterra fanese alla coltura degli olivi. L'elevato numero dei frantoi ancora presenti nella zona, richiama tradizioni d'antico sapore.
Le prime testimonianze ufficiali della produzione di olio in queste zone, risalgono all'epoca dello Stato Pontificio, quando le colline dell'entroterra erano tra le più conosciute anche dal Clero. Allora il possesso degli uliveti era indice della gerarchia di potere tra le famiglie: l'olio era la misura del benessere e il prodotto di riferimento per l'economia del borgo. E il frantoio era non solo il luogo in cui le olive si trasformavano in olio, ma un vero e proprio luogo di incontro per lo svolgersi della vita sociale: qui si scambiavano opinioni, si parlava di potere, si concludevano affari.
A Cartoceto l'olivo è sempre stato l'elemento caratterizzante di tutto il paesaggio e i frantoi ancora attivi, hanno fatto della produzione di eccellente olio d'extra vergine d'oliva, motivo di vanto a livello internazionale.
Le qualità di un buon olio d'oliva sono ben note: protegge neutralizzando i radicali liberi, bilancia i valori da un punto di vista nutrizionale, resiste più di altri oli alla temperatura di frittura, aiuta la digestione, promuove l'assorbimento del calcio e molte altre ancora. L'olio di Cartoceto ha dimostrato di possedere tutte le qualità solitamente riconosciute all'olio extra vergine, il suo sapore inconfondibile rende irresistibilmente appetitosa anche una semplice fetta di pane tostato.

Formaggio

Formaggio
Formaggio

Un soggiorno a Fano permette non solo di scoprire le preziose qualità della cucina marinara, ma anche di avventurarsi in piacevoli escursioni nell'immediato entroterra, per scoprire i migliori prodotti della gastronomia rurale. Fra le molte specialità, un posto di rilievo lo meritano certo i formaggi, e fra questi non c'è dubbio che la palma spetti al celebre Formaggio di fossa, dal colore dorato, capace di inebriare l'aria di profumi forti e duraturi, concepiti segretamente in suggestivi sotterranei di tufo.
Lo si trova a Talamello, in Val Marecchia, ma anche a Cartoceto, a pochi chilometri da Fano.
Le famose "fosse" tufacee sono foderate di paglia e chiuse da un coperchio di legno sigillato con pasta di gesso. Accolgono nella loro oscurità il formaggio che stagiona per mesi avvolto in sacchi di canapa. Al suo "risveglio" -e l'apertura delle fosse è un rito cui vale davvero la pena assistere- come per un meraviglioso incantesimo culinario, il formaggio regala autentiche emozioni abbinato a diverse pietanze, dalle minestre ai dessert.
Da citare anche la Casciotta di Urbino, prodotta dal 1500 (ne era goloso perfino Michelangelo) e fatta con latte ovino e vaccino munto da razze sarde e appenniniche. Dal 1996 ha ottenuto il marchio D.O.P. dell'Unione Europea.
Il pecorino è formaggio di grande "adattabilità" e si conserva in cento modi diversi.
Nelle campagne il turista troverà il prelibato Pecorino con le vinacce (avanzi del mosto d'uva) che ha origini davvero curiose: è nato per caso intorno alla metà del secolo scorso, "grazie" a un colpo messo a segno dalla famigerata banda di briganti di Terenzio Grossi che nascose un carico di pecorini rubati in mezzo alle vinacce.
Il Pecorino di botte è tipico di Fano: la sua maturazione avviene in botti e tini, rigorosamente di rovere, che devono avere contenuto vino e conservarne ancora il profumo. Ricoperte di particolari tipi di foglie, il pecorino di botte ha un sapore inconfondibile, delicato e gradevole