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PORTA MAGGIORE E BASTIONE DEL NUTI

Bastione del Nuti

Realizzata ai tempi dell'ampliamento della città nel 1227, Porta Maggiore sostenne nel tempo numerosi interventi di rifacimento: subito l'assalto delle truppe guidate dal duca Federico da Montefeltro nel 1463, nella seconda metà del XV secolo la Porta venne interamente ristrutturata dietro progetto dell'architetto Matteo Nuti.
Attualmente, dopo gli interventi del primo Novecento, il monumentale ingresso si presenta con due accessi (carraio e pedonale), i tagli per i bolzoni e la merlatura. L'interno è a cielo aperto ma si vedono le tracce di una camera di manovra superiore e nei lati verso la muraglia le cannoniere per il fiancheggiamento.
Tagliato in epoca fascista per consentire un ingresso monumentale alla città, il Bastione del Nuti (così detto dal nome dell'architetto), basso, con una forte scarpata e un terrapieno all'interno, costituiva il nucleo difensivo che affiancava la Porta.
Nell'angolo occidentale un torrione poligonale di rinforzo dello spigolo si raccordava con le antiche mura romane.
Lo spazio interno di quest'opera difensiva venne adibito sin dagli anni Trenta del Novecento a pubblici giardini.

PALAZZO DEL PODESTA'

Palazzo del Podestà
Palazzo del Podestà

Situato sul lato settentrionale di Piazza XX Settembre, l'edificio noto anche come Palazzo della Ragione, fu costruito nel 1299 quando il difficile periodo delle competizioni delle famiglie locali esigeva la presenza di un Podestà.
Mutato sia nell'aspetto esteriore che nell'uso dei locali interni nel corso dei secoli, il Palazzo si presenta con un portico di pietra viva di cinque arcate a pieno sesto. Al di sopra la facciata in laterizi è interrotta da quattro grandi quadrifore.
Al centro dell'edificio è riprodotto in tre nicchie il trittico dei Protettori della città: San Paterniano al centro, San Fortunato e S. Eusebio ai lati.
All'interno del maestoso edificio si trova oggi il neoclassico Teatro della Fortuna, edificato tra 1845 e 1863 da Luigi Poletti in sostituzione di quello seicentesco del fanese Giacomo Torelli.

PALAZZO MALATESTIANO

Attraverso il monumentale Arco Borgia-Cybo, dal Palazzo del Podestà si passa all'androne che conduce alla Corte Malatestiana.
La parte più antica della residenza, quella sul lato sud-occidentale, nacque dopo il 1357 quando Galeotto Malatesta divenne Signore di Fano. Su questo lato si trovano oggi gli uffici della Cassa di Risparmio di Fano.
Il vero e proprio Palazzo Malatestiano, cioè il corpo di fabbrica sul lato nord-orientale, fu fatto erigere da Pandolfo III Malatesta tra il 1413 e il 1421. Ampiamente restaurato nel 1929, conserva ancora le bellissime bifore gotiche in cotto lavorato presenti sia sul fronte che si affaccia sulla Corte che su quello posteriore. Lo scalone e la Loggia furono ricostruiti nel 1544.
Nei locali interni trovano oggi sede il Museo Archeologico e Pinacoteca del Palazzo Malatestiano.

DUOMO

Facciata del Duomo

Ubicata lungo Via Arco d'Augusto, la Chiesa cattedrale dedicata all'Assunta, ricostruita nel 1140 dopo che un incendio aveva distrutto la precedente costruzione, ha una facciata tipicamente romanica tripartita a struttura mista di laterizi e arenaria arricchita da un portale strombato.
Il campanile sul lato sinistro fu costruito in luogo dell'originale torre campanaria cilindrica.

Nell'interno, a tre navate con l'aggiunta di cappelle laterali realizzate a partire dal XIV secolo, sono degni di attenzione: un pulpito realizzato con sculture appartenute all'antica Chiesa, tra cui rilievi romanici rappresentanti episodi dell'infanzia di Cristo, e la seicentesca Cappella Nolfi che fu affrescata con "Le Storie della Vergine" da Domenico Zampieri detto il Domenichino tra 1618 e 1619.
Nella Cappella dei Santi Protettori e sull'Altare Maggiore si possono rispettivamente ammirare due tele: "La Vergine con i Santi Orso ed Eusebio" di Ludovico Carracci e "La Vergine Assunta" di Sebastiano Ceccarini.

TOMBE MALATESTIANE

Ex Chiesa di San Francesco

Spostate nel Seicento dall'interno della chiesa di San Francesco, prescelta dai Malatesta per ospitare le proprie sepolture, le Tombe occupano oggi il sottoportico della chiesa stessa.
Un autentico capolavoro di scultura tardogotica, opera dello scultore veneziano Filippo di Domenico, è la monumentale Tomba di Paola Bianca, prima moglie di Pandolfo III Malatesta, situata a sinistra del Portale. Un ricchissimo apparato scultoreo fa da corona alla bella immagine della defunta, stesa sul coperchio del sarcofago.

 

 

Tomba Paola Bianca Malatesta
Tomba di Pandolfo III Malatesta

Nel 1460 Sigismondo Pandolfo fece erigere, su disegno attribuito a Leon Battista Alberti, la tomba rinascimentale destinata ad ospitare la salma del padre Pandolfo III. Posizionata a destra del Portale, su di un alto basamento di pietra arenaria, l'arca di granito rosa e nero ha restituito nel 1995 il corpo mummificato di Pandolfo.
Sul lato minore della Loggia malatestiana, sostenuto da tre mensole, è il più modesto sarcofago di Bonetto da Castelfranco, fedele medico di Sigismondo. La tomba si data alla prima metà del XV secolo.