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Friday, 12-07-2019 10:08
By: Adriano Pedini Direttore Artistico Fano Jazz By The Sea

Fano Jazz by the Sea 2019

Parlare del festival Fano Jazz By The Sea è come parlare di noi stessi, della nostra visione del mondo. A Fano dal 18 al 28 luglio


Foto di Maurizio Tagliatesta

Attraverso il jazz - che per sua natura, per la sua storia, per i valori che esprime, per l’apertura alla globalità, ci offre l’occasione di andare oltre il mero aspetto musicale, spettacolare, d’intrattenimento - ci sentiamo sempre più motivati a guardare l’attualità con occhi più consapevoli, a frequentare le problematiche sociali ed ambientali con determinata presa di posizione.


Un Festival Internazionale

Il jazz ci spinge anche oltre, verso terre lontane alla ricerca di relazioni, legami e sintonie globali che possono rafforzare le proprie convinzioni e rendere più significative tutte quelle azioni intraprese al servizio della cultura, per la crescita civile delle comunità di appartenenza.

E’ quanto successo fra Fano Jazz By The Sea e il TD Vancouver International Jazz Festival: un felice incontro nato dalla partecipazione a Fano Jazz By the Sea 2018 della direttrice artistica Robert Rainbow, con il supporto del Consolato Generale d’Italia a Vancouver, l’istituto di Cultura Italiana a Toronto, il Centro Italiano di Cultura di Vancouver.


Una proposta artistica di altissimo valore

L’edizione 2019, 27° della storia del Festival, sarà come sempre incentrata sull’alto valore assoluto della proposta artistica, con la presenza nel Main Stage di musicisti di assoluto valore internazionale: musicisti come Jacob Collier, Joshua Redman, Terence Blanchard, Paolo Fresu, Giovanni Sollima, Omar Sosa e Ylian Canizares, Donny MacCasilin, GoGo Penguin, Portico, Dobet Gnahoré, Enrico Rava ne sono una tangibile testimonianza.

La sezione artistica non si esaurisce di certo con i soli nomi internazionali, ma si arricchisce altresì con le proposte Young Stage dove la creatività, l’innovazione, la ricerca, l’esplorazione di nuovi territori musicali, è lasciata all’estro geniale di giovani artisti, fra i quali Anais Drago, Giuseppe Vitale, Marco Postacchini, Tommaso Perazzo, Domenico Sanna, Maria Grand, Claudio De Rosa. Con la sezione Exodus Stage “Gli echi della migrazione”, musicisti in solo saranno impegnati per un momento di riflessione su uno dei drammi contemporanei più terribili, i flussi migratori: Dudù Kouate, Luciano Biondini, Jaques Morelenbaum Maria Grand Dan Kinzelman, Adam Ben Ezra. Non per ultimo il progetto speciale Umanesimo Artificiale, con il quale il festival si mostra inclusivo verso multiformi esperienze artistiche, dedicate all’impiego delle nuove tecnologie nel campo dell’arte sonora e visuale.


Un festival green e solidale


Fano Jazz By The Sea è un Festival “Take a Stand”, che prende posizione, abbracciando sempre più convintamente la causa dell’ecosostenibilità, con l’allestimento green del Jazz Village, posto nel cuore della Città, con attività e concerti gratuiti. Un Festival che nel suo insieme è anche veicolo di attrattiva turistica, richiamando pubblico da tutta Italia e anche dall’estero.


Fano Jazz By The Sea non si nasconde, prende posizione: fare musica, fare cultura, muovere persone, idee e risorse non può più prescindere dall’assumersi la responsabilità sociale di diffondere valori universali, il rispetto dei diritti umani, la tolleranza, la sostenibilità, il rispetto dell’ambiente come sostiene l’Unesco che ha riconosciuto il Jazz come patrimonio dell’umanità.

Fano Jazz Network, ha stilato un vero e proprio Manifesto “Green Jazz”, dove sono elencate tutte le buone pratiche per un festival sostenibile: “ci piacerebbe che tutte le manifestazioni fanesi lo condividessero e lo potessero adottare”.


Prendere posizione significa porre l’attenzione sulle problematiche sociali del nostro tempo come il dramma dell’immigrazione ed il Festival lo fa con l’iniziativa Exodus “Gli echi della Migrazione”; sempre in ambito sociale un’attenzione particolare viene rivolta alle giovani e giovanissime generazioni con l’istituzione del Campus Musicale, progetto didattico che si fa carico della formazione del pubblico del futuro, più consapevole.

Prendere posizione significa sposare la causa della sostenibilità ambientale, facendosi interprete della valorizzazione, promozione e diffusione del patrimonio artistico-culturale, paesaggistico ed enogastronomico ad impatto zero.


In linea con gli impegni precedenti, anche in questa edizione i principali allestimenti (palchi, sedute, tavoli, ecc.) del Jazz Village, simbolo tangibile di questo nuovo corso, verranno realizzati con materiali ecocompatibili e/o riciclati secondo le nuove concezioni di bioedilizia:

  • dalle illuminazioni a led che permettono un notevole risparmio energetico,

  • all’utilizzo di sistemi per la produzione di energia rinnovabile per la riduzione delle emissioni di CO2, grazie anche all’apporto di Aziende Leader del nostro territorio come la Earth System,

  • alla mobilità sostenibile favorendo l’uso della bici (Fano Jazz Byke the Sea),

  • al Food a Km 0 utilizzando prodotti provenienti dagli operatori agroalimentari e ittici del territorio,

  • alle istallazione di dispenser per Acqua Free,

  • all’utilizzo di carta riciclata e certificata FSC.

  • Particolare attenzione sarà rivolta verso il PLASTIC FREE, una delle pratiche più ricorrenti al Festival e uno dei messaggi più forti per favorire il rispetto dell’ambiente attraverso l’eliminazione della plastica.

Anche la raccolta differenziata dei rifiuti assume un ruolo importante: verrà organizzato un gruppo di giovani volontari ecologici che si occuperanno di raccogliere e differenziare i rifiuti.


Come avviene nel blues e nel jazz, generi in cui il rinnovamento passa necessariamente attraverso un attento recupero di “rottami musicali” dimenticati, così Fano Jazz By The Sea ascolta nuovamente con cura e proattività il territorio e il mare che lo circonda.

Realizzando una vera e propria filiera ecosostenibile, il Festival, con il Jazz Village così significante e significativo, ambisce a creare un habitat in cui, nel loro piccolo, sia gli organizzatori sia i partecipanti possono prendere parte al rispetto dell’ambiente. L’obiettivo è quello di veicolare la musica in maniera educativa, sensibilizzando il pubblico sempre più ampio attraverso il contesto del Festival musicale, mirando all’inclusione e ad un impatto che sia minimo sull’ambiente, ma massimo sulle abitudini dei partecipanti.